Concordato Preventivo Biennale 2026-2027: le novità del Decreto Fiscale

In questo articolo, ti parlerò, di Concordato Preventivo Biennale e, più precisamente, delle novità introdotte per il biennio 2026-2027. Se non conosci ancora questo istituto o vuoi rinfrescarti la memoria su come funziona, ti rimando ai miei articoli precedenti, dove ho spiegato il meccanismo di base del concordato,correttivi introdotti nel 2024 e le novità per il biennio 2025-2026.
Con la conversione in legge del D.L. 38/2026 (il cosiddetto “Decreto Fiscale”), sono arrivate tre novità che vale la pena conoscere prima di decidere se aderire o meno.
Vediamole insieme.

Entro quando posso aderire al Concordato Preventivo Biennale?

La prima novità riguarda il termine per aderire alla proposta di Concordato Preventivo Biennale 2026-2027. Si passa dal 30 settembre al 31 ottobre 2026 (che, cadendo di sabato, diventa effettivamente il 2 novembre 2026).
La scadenza viene così allineata a quella per la presentazione del modello REDDITI 2026 per l’anno 2025, eliminando la necessità di trasmettere un modello separato solo per comunicare l’adesione. Questo mese in più non è solo una questione di comodità burocratica: ti dà tempo in più per valutare con attenzione, insieme al tuo consulente, se la proposta che ti viene formulata sia davvero conveniente per la tua situazione.
Per i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, il termine slitta all’ultimo giorno del decimo mese successivo alla chiusura del periodo d’imposta.

Come funziona la rideterminazione delle soglie per i soggetti “meno affidabili” ai fini ISA?

Questo meccanismo introduce, probabilmente, la novità più importante in tema di Concordato Preventivo Biennale 2026-2027 e merita, quindi, una spiegazione adeguata.
Fino allo scorso anno (biennio oggetto di concordato 2025-2027), la norma che disciplina il Concordato Preventivo Biennale sanciva che la proposta di patto non potesse eccedere il reddito dichiarato, rettificato delle voci previste agli articoli 15 e 16 del DLgs. 13/2024, delle seguenti misure:

  • 10% di tetto massimo per chi ha un punteggio ISA pari a 10;
  • 15% di tetto massimo per chi ha un punteggio ISA tra 9 e 10;
  • 25% di tetto massimo per chi ha un punteggio ISA superiore a 8, ma inferiore a 9.

Con il Decreto Fiscale 2026, questo tetto viene esteso anche a chi ha un punteggio ISA più basso, andando ad aggiungere le seguenti due soglie:

  • 30% di tetto massimo all’aumento del reddito proposto, per chi ha un punteggio ISA tra 6 e 8;
  • 35% di tetto massimo, per chi ha un punteggio ISA inferiore a 6.

Fai attenzione: questi tetti si applicano solo quando la proposta dell’Agenzia delle Entrate supererebbe, senza il tetto, la soglia indicata. Se la proposta formulata, considerando queste limitazioni, è inferiore ai valori di riferimento settoriali previsti dalla metodologia di calcolo del CPB, le limitazioni stesse non trovano applicazione.
Ti voglio fare un esempio molto semplice per farti capire come funziona il meccanismo. Supponiamo che tu abbia un punteggio ISA di 5 (e, quindi, rientri nella fascia “inferiore a 6”) e che il tuo reddito dichiarato l’anno precedente sia stato di 30.000,00 euro. Con le nuove regole introdotte dal Decreto Fiscale 2026, l’aumento massimo applicabile da parte dell’Agenzia delle Entrate sarebbe del 35%: di conseguenza, il reddito proposto non potrà superare i 40.500,00 euro.

Ma perché sono stati aggiunti due ulteriori soglie?

Devi sapere che i dati raccolti nei primi due bienni di concordato hanno mostrato una propensione ad aderire molto più alta tra i contribuenti con punteggio ISA elevato, per i quali i redditi proposti in fase di proposta subivano degli aumenti relativamente contenuti. Chi aveva punteggi ISA più bassi, invece, tendeva a non aderire in virtù di proposte di reddito da concordato troppo onerose.
Estendere il tetto anche a questi soggetti diventa, quindi, un tentativo di rendere il concordato più accessibile e conveniente anche per le partite IVA finora considerate meno “affidabili” agli occhi del Fisco.

Iperammortamento pienamente deducibile per chi aderisce.

La terza novità, la più tecnica tra quelle introdotte, riguarda chi ha investito (o investirà) in beni che rientrano nella disciplina dell’iperammortamento, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025).
Per chi accetta la proposta di concordato, le maggiorazioni delle quote di ammortamento o dei canoni di leasing legate all’iperammortamento potranno essere interamente scomputate dal reddito concordato. Il saldo netto dell’iperammortamento concorrerà, insieme a plusvalenze, minusvalenze e altre componenti straordinarie, alla determinazione del reddito CPB rettificato.
In buona sostanza, chi aderisce al concordato non perde il beneficio fiscale legato a questi investimenti: la norma punta a favorire la transizione tecnologica anche per chi decide di aderire al Concordato Preventivo Biennale 2026-2027.

Quando conviene aderire?

Come ti ho già detto negli articoli precedenti, la valutazione sulla convenienza del concordato deve sempre fondarsi sulla ragionevole certezza di riuscire a conseguire, nei prossimi due anni, un reddito superiore a quello che dichiareresti seguendo le regole ordinarie. Le novità di quest’anno rendono la proposta potenzialmente più accessibile anche per chi ha un punteggio ISA basso, ma questo non significa che convenga automaticamente a tutti. La scelta richiede una valutazione precisa e personalizzata, che tenga conto del tuo punteggio ISA, della tua situazione reddituale, di eventuali componenti straordinarie e della tua reale prospettiva di crescita per il biennio 2026-2027.

Qualche considerazione finale

Il Concordato Preventivo Biennale entra nel suo terzo biennio di applicazione e, con le novità del Decreto Fiscale 2026, prova a diventare uno strumento più equo e accessibile anche per chi finora non lo aveva trovato conveniente. Hai più tempo per decidere (fino al 31 ottobre), un tetto agli aumenti anche se il tuo punteggio ISA è basso, e un trattamento di favore se hai investito in beni che rientrano nella misura dell’iperammortamento.

Vuoi capire se per la tua attività conviene aderire al concordato per il biennio 2026-2027? Vuoi una valutazione personalizzata della proposta che riceverai dall’Agenzia delle Entrate? Chiamaci al numero 051/225677, mandaci un WhatsApp al 347/8498704 oppure scrivici all’indirizzo info@balduzzicommercialisti.it

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