Proroga scadenze fiscali 2026

Se hai la partita IVA, sappi che quest’anno il Governo si è mosso prima del solito: il D.L. 22 maggio 2026, n. 89 (cosiddetto “Decreto Accise quater”), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 117 dello stesso giorno ed entrato in vigore il 23 maggio, ha introdotto la proroga al prossimo 20 luglio 2026 delle scadenze legate ai versamenti fiscali per i soggetti ISA, i contribuenti in regime forfettario e i soggetti a essi assimilati. Chi non rientra nelle casistiche che ti elencherò tra poco dovrà, invece, sottostare alla scadenza originale del 30 giugno 2026.
In questo articolo ti spiegherò chi può beneficiarne, quali versamenti è possibile differire e (cosa importante) cosa cambia rispetto all’anno scorso, perché c’è una novità che vale la pena conoscere prima di decidere come comportarsi.
Cominciamo!

Chi può beneficiare della proroga al 20 luglio 2026?

Puoi beneficiare della proroga al 20 luglio 2026 se rientri in una delle seguenti categorie di contribuenti:

  • soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA), con ricavi o compensi non superiori a 5.164.569,00 euro, indipendentemente dal fatto che gli ISA siano concretamente applicati o che ricorrano cause di esclusione;
  • contribuenti che applicano il regime forfettario;
  • contribuenti che applicano il regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (cosiddetti “contribuenti minimi”);
  • soggetti che partecipano a società, associazioni e imprese aventi i requisiti sopra indicati e che dichiarano redditi per trasparenza.

La scadenza originale del 30 giugno 2026 resta quella valida per tutti coloro che non rientrano nell’elenco di cui sopra (ad esempio, i lavoratori dipendenti, i pensionati, i titolari di redditi da contratti di locazione, eccetera che non esercitano, contemporaneamente, alcun tipo di attività imprenditoriale o professionale).

Quali versamenti posso prorogare?

Se rientri tra coloro che possono beneficiare della proroga dei versamenti fiscali, sappi che potrai rinviare al 20 luglio 2026 tutti i versamenti derivanti dall’elaborazione della tua dichiarazione dei redditi originariamente previsti per il 30 giugno 2026. A titolo esemplificativo, ti segnalo:

  • il saldo 2025 e l’eventuale primo acconto 2026 dell’IRPEF;
  • il saldo 2025 dell’addizionale regionale IRPEF;
  • il saldo 2025 e l’eventuale acconto 2026 dell’addizionale comunale IRPEF;
  • il saldo 2025 e l’eventuale primo acconto 2026 dell’IRES (adempimento valido per le Società di capitali);
  • il saldo 2025 e l’eventuale primo acconto 2026 dell’imposta sostitutiva dovuta dai contribuenti forfettari e/o dai contribuenti minimi;
  • il saldo 2025 e l’eventuale primo acconto 2026 dei contributi INPSgestione separata (per i professionisti senza una loro cassa previdenziale specifica);
  • il saldo 2025 e l’eventuale primo acconto 2026 dei contributi INPSgestione artigiani/commercianti;
  • il versamento del diritto camerale 2026, se la tua attività è iscritta alla Camera di Commercio (pagamento che puoi comunque gestire autonomamente, in quanto la Camera di Commercio segnala sempre il termine di pagamento e, contestualmente, invia il bollettino per pagare);
  • l’eventuale saldo IVA 2025, se hai scelto di versarlo contestualmente alle altre imposte sui redditi.

Un discorso a parte merita il versamento del saldo 2025 e dell’eventuale primo acconto 2026 della cedolare secca sulle locazioni: se sei titolare di un reddito da locazioni a cedolare secca e, contemporaneamente, titolare di una partita IVA, potrai prorogare anche questi due versamenti. Questo in quanto prevale la tua condizione di soggetto ISA, contribuente minimo o contribuente forfettario rispetto alla mera titolarità del reddito da locazioni.
Fai attenzione!! La proroga è una possibiltà, non un obbligo: nulla ti vieta di pagare prima o di adeguarti alla scadenza originale del 30 giugno 2026.

Cosa cambia rispetto all’anno scorso?

La proroga in sé non è una novità: viene confermata ogni anno ormai da tempo per venire incontro ai tempi tecnici di pubblicazione dei software dichiarativi.
Se mi permetti una piccola digressione, io auspico, a questo punto, che la data del 20 luglio diventi sistematica in futuro, anche per permettere a noi commercialisti di poter spalmare in più tempo gli adempimenti che ti aiutiamo a gestire in questo periodo particolarmente caldo e pregno di situazioni da gestire. Per non parlare della continua ansia di non sapere se la proroga ci sarà o meno.
Tornando all’articolo, c’è solo una cosa che cambia rispetto agli anni precedenti per chi accetta la proroga al 20 luglio. Piccola ma importante e vale la pena, quindi, di sottolinearla.

Posso rinviare ulteriormente i miei versamenti, se beneficio della proroga al 20 luglio?

Metto un attimo da parte il discorso legato alla proroga per rispiegarti l’ulteriore possibilità che ti viene concessa per gestire i tuoi versamenti fiscali. Ci tornerò tra un momento.
Se non sei nelle possibilità di pagare al 30 giugno, sappi che ti è concessa la possibilità di rinviare di 30 giorni il pagamento previsto, spostando la data al 30 luglio 2026. Lo scotto da pagare per beneficiare di tale ulteriore possibilità è l’applicazione di una maggiorazione su tutti i versamenti previsti, maggiorazione pari allo 0,40% degli importi da te dovuti.
Fino allo scorso anno (e qui torno sulla proroga), avevi la possibilità di rinviare di 30 giorni i tuoi versamenti anche in caso di proroga dei versamenti, applicando agli importi dovuti la stessa maggiorazione dello 0,40%.
La novità del 2026 sta nella variazione della percentuale dovuta a titolo di maggiorazione per coloro che intendono beneficiare della proroga e rinviare ulteriormente i propri versamenti. Solo per chi proroga, la nuova percentuale da applicare è lo 0,80%.
Ricapitolando la situazione:

  • se non vuoi (o non puoi) beneficiare della proroga, la scadenza ordinaria è il 30 giugno 2026;
  • se non vuoi (o non puoi) beneficiare della proroga ma non hai modo di pagare alla scadenza ordinaria, puoi rinviare al 30 luglio 2026, con la maggiorazione dello 0,40%;
  • se vuoi beneficiare della proroga, la scadenza slitta al 20 luglio 2026;
  • se vuoi beneficiare della proroga ma non hai modo di pagare alla scadenza ordinaria, puoi rinviare di al 20 agosto 2026, con la nuova maggiorazione dello 0,80% (attenzione: i 30 giorni, in realtà, scadono il 19 agosto, data che rientra nel periodo di sospensione feriale dei versamenti fiscali).

Come influisce la nuova scadenza sulla possibilità di rateizzare le imposte?

La possibilità di prorogare non influisce sull’ulteriore possibilità di rateizzare gli importi da te dovuti, se non per il numero di rate massime possibili.
In questo paragrafo, ti elencherò, caso per caso, le date a cui dovrai sottostare qualora tu volessi optare per la rateizzazione. Per esempio, partendo dalla scadenza ordinaria (30 giugno), hai la possibilità di rateizzare fino a un massimo di sette rate, da versare alle seguenti scadenze:

  • 30 giugno
  • 16 luglio
  • 20 agosto
  • 16 settembre
  • 16 ottobre
  • 16 novembre
  • 16 dicembre

Se decidi di rinviare il pagamento al 30 luglio, le rate massime scendono a sei:

  • 30 luglio
  • 20 agosto
  • 16 settembre
  • 16 ottobre
  • 16 novembre
  • 16 dicembre

Se opti per la proroga al 20 luglio, anche in questo caso le rate massime sono sei:

  • 20 luglio
  • 20 agosto
  • 16 settembre
  • 16 ottobre
  • 16 novembre
  • 16 dicembre

Nell’ultimo caso, ovvero la proroga al 20 luglio e ulteriore rinvio al 20 agosto, le rate massime scendono a cinque:

  • 20 agosto
  • 16 settembre
  • 16 ottobre
  • 16 novembre
  • 16 dicembre

Faccio bene a ricordarti che, se dovuti, gli unici importi non rateizzabili sono i diritti camerali 2026: dovrai versarli integralmente entro la scadenza prevista (a seconda delle tue scelte in merito alla possibilità di prorogare i versamenti da te dovuti).

In conclusione

Come ogni anno, la proroga al 20 luglio viene sempre accolta come una buona notizia, sia per noi addetti ai lavori, che possiamo quindi vivere con meno ansia gli adempimenti da portare a termine per conto dei nostri clienti, ma anche per i contribuenti, i quali hanno la possibilità di poter organizzare e ottimizzare i propri versamenti sulla base delle nuove date disponibili.
Il punto su cui ti invito a fare attenzione è la nuova maggiorazione prevista a partire dal 2026: pagare ad agosto costa ora il doppio rispetto agli anni scorsi. Ma se, per esempio, ritieni di poter essere più tranquillo a pagare più tardi, pur consapevole della nuova maggiorazione, nulla ti vieta di farlo.

Vuoi sapere se puoi beneficiare della proroga dei versamenti fiscali sancita per il 2026? Hai bisogno di aiuto per orientarti con le varie scadenze da tenere sotto controllo? Vuoi comprendere se ti può convenire rateizzare gli importi da te dovuti e in quante rate? Chiamaci al numero 051/225677, mandaci un WhatsApp al 347/8498704 oppure scrivici all’indirizzo info@balduzzicommercialisti.it

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