Contributi artigiani e commercianti 2024

Se la tua attività rientra nel novero di quelle commerciali (come un bar, un negozio alimentare o di giocattoli) di quelle artigianali (come un fabbro, un muratore o un idraulico), ti interesserà sapere che l’INPS ha pubblicato la Circolare numero 33 del 7 febbraio 2024 con la quale ha stabilito le aliquote relative ai contributi Gestione artigiani e commercianti dovuti per il 2024. Verso la fine di aprile, inoltre, l’INPS ha iniziato a comunicare ai contribuenti la disponibilità nel proprio cassetto previdenziale degli F24 per versare i cosiddetti contributi dovuti sul minimale contributivo.
In questo articolo ti illustrerò alcuni concetti legati ai contributi INPS artigiani e commercianti e le novità più importanti del 2024. Cominciamo!!

Che cos’è la Gestione INPS artigiani e commercianti?

La Gestione INPS artigiani e commercianti è quella gestione speciale facente capo, appunto, all’INPS alla quale devono iscriversi obbligatoriamente tutti coloro che esercitano un’attività artigiana un’attività commerciale.
I contributi che questi soggetti sono tenuti a versare alimentano la pensione che spetterà nel momento in cui decideranno di smettere di lavorare ma non solo: se i versamenti sono effettuati regolarmente, questi soggetti possono ricorrere all’INPS per richiedere prestazioni come l’indennità di maternità.

Come faccio a capire se sono obbligato a iscrivermi alla Gestione INPS artigiani e commercianti?

In buona sostanza, dipende dall’attività che svolgi. Se la tua attività (personalmente e in qualità di titolare) rientra tra quelle finalizzate alla produzione di beni oppure alle prestazioni di servizi (esclusi quelli rientranti nelle attività agricole, commerciali e legate alle professioni), è un’attività artigiana e, in quanto tale, dovrai iscriverti alla Gestione INPS degli artigiani. Se la tua attività, banalmente, è un’attività commerciale, la tua Gestione INPS di riferimento sarà quella dei commercianti.
Le casistiche, in ogni caso, sono molteplici e devono essere approfondite caso per caso, per cui ti invito ad avvalerti del parere del tuo consulente di fiducia per chiarire se rientri o meno nell’obbligo di iscriverti a una di queste gestioni speciali.

Quali sono le aliquote contributive artigiani e commercianti?

Di base sono previste le seguenti due aliquote contributive:

  • Artigiani titolari di qualunque età e coadiuvanti/coadiutori di età superiore ai 21 anni – l’aliquota prevista è del 24%;
  • Commercianti titolari di qualunque età e coadiuvanti/coadiutori di età superiore ai 21 anni – l’aliquota prevista è del 24,48%;

Se i coadiuvanti/coadiutori hanno un’età inferiore ai 21 anni, le aliquote diventano:

  • 23,70% per gli artigiani;
  • 24,18% per i commercianti.

Le riduzioni contributive che ti ho elencato qui sopra sono applicabili fino al termine del mese in cui in coadiutore interessato compie i 21 anni di età.

Chi sono i coadiuvanti/coadiutori?

Hai ragione, ti ho accennato a questo concetto senza però darti una spiegazione precisa. Rimedio subito.
Il coadiutore familiare è colui che svolge la propria attività a favore del titolare di un’impresa individuale, di un’impresa familiare o di un socio di Società.
Può essere un coadiutore familiare:

  • il coniuge, l’unito civilmente e il convivente;
  • i figli legittimi, legittimati, adottivi ed affiliati, nonché i figli nati fuori dal matrimonio legalmente e giudizialmente riconosciuti e i figli nati da precedente matrimonio del coniuge;
  • i minori regolarmente affidati;
  • i nipoti in linea diretta e in linea collaterale (ovvero i figli di fratelli e sorelle);
  • i fratelli e le sorelle;
  • gli ascendenti (ovvero i genitori, i nonni e i bisnonni) e gli equiparati ai genitori (gli adottanti, gli affilianti e i genitori naturali di figli legalmente riconosciuti);
  • i parenti entro il terzo grado;
  • gli affini entro il terzo grado.

Il coadiutore familiare partecipa al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza, sempreché per tale attività non sia soggetto all’assicurazione generale obbligatoria in qualità di lavoratore di­pendente o di apprendista.
Se sei il titolare di un’impresa individuale, di un’impresa familiare o sei un socio di Società tenuto ad iscriverti a una delle gestioni speciali INPS oggetto di questo articolo e ti avvali della collaborazione di un coadiutore, devi versare i contributi anche per suo conto, secondo le aliquote che ti ho elencato sopra.

Come funzionano, nello specifico, i contributi della Gestione artigiani e commercianti?

Il versamento dei contributi della Gestione artigiani e commercianti si divide in due fasi precise:

  • il versamento dei contributi dovuti sul minimale di reddito;
  • il versamento dei contributi sul reddito eccedente il minimale.

Cosa sono i contributi sul minimale di reddito?

Partiamo, innanzitutto, da un presupposto che non ho ancora citato: le aliquote che ti indicato poco sopra si applicano alla totalità dei tuoi redditi assoggettabili a contribuzione. In linea generale, si tratta dei redditi conseguiti dall’esercizio della tua attività artigiana o commerciale ma possono esserci anche ulteriori casi di redditi sui quali dovrai calcolare i contributi: il mio invito è di approfondirli assieme al tuo consulente di fiducia.
Fatta questa premessa, andiamo nel dettaglio della questione.
L’INPS, ogni anno, stabilisce un minimale di reddito sul quale calcola i contributi, sulla base delle aliquote che ti ho elencato poco sopra. Tali contributi sono fissi, obbligatori e indipendenti dal reddito effettivo che dovrai dichiarare ai fini contributivi, il che significa che, se il tuo reddito effettivo è inferiore al minimale stabilito dall’INPS, dovrai comunque versare la somma calcolata dall’ente.
Per l’anno 2024, il reddito minimale stabilito dall’INPS è pari a 18.415,00 euro; sulla base di tale reddito, i contributi dovuti sono i seguenti:

  • Artigiani titolari di qualunque età e coadiuvanti/coadiutori di età superiore ai 21 anni – 4.427,04 euro (divisi in 4.419,60 euro di contributi INPS veri e propri e 7,44 euro di contributi maternità);
  • Commercianti titolari di qualunque età e coadiuvanti/coadiutori di età superiore ai 21 anni – 4.515,43 euro (divisi in 4.507,99 euro di contributi INPS veri e propri e 7,44 euro di contributi maternità).

Se i coadiuvanti/coadiutori hanno un’età inferiore ai 21 anni, i contributi ammonteranno a:

  • 4.371,80 euro per gli artigiani (divisi in 4.364,36 euro di contributi INPS veri e propri e 7,44 euro di contributi maternità);
  • 4.460,19 euro per i commercianti (divisi in 4.452,75 euro di contributi INPS veri e propri e 7,44 euro di contributi maternità).

Cosa sono i contributi sul reddito eccedente il minimale?

Come ti ho scritto nel paragrafo precedente, se il tuo reddito complessivo imponibile ai fini dei contributi è inferiore al minimale stabilito dall’INPS ogni anno, sei comunque obbligato a versare i contributi fissi nella loro misura intera. Ma se il tuo reddito dovesse essere superiore al minimale, sulla differenza dovrai versare ulteriori contributi. Ma in che misura?
Esistono due scaglioni di reddito da tenere in considerazione per il calcolo dei contributi eccedenti il minimale; il primo scaglione va da oltre il minimale e fino a 55.008,00 euro, mentre il secondo scaglione va oltre 55.000,88 euro. Tale importo è quello previsto per l’anno 2024.
Se il tuo reddito rientra nel primo scaglione, le aliquote da applicare sono quelle base che ti ho già spiegato. Al contrario, se il tuo reddito rientra nel secondo scaglione, le aliquote da applicare sono le seguenti:

  • Artigiani titolari di qualunque età e coadiuvanti/coadiutori di età superiore ai 21 anni – l’aliquota prevista è del 25%;
  • Commercianti titolari di qualunque età e coadiuvanti/coadiutori di età superiore ai 21 anni – l’aliquota prevista è del 25,48%;

Se i coadiuvanti/coadiutori hanno un’età inferiore ai 21 anni, le aliquote diventano:

  • 24,70% per gli artigiani;
  • 25,18% per i commercianti.

Sottolineo, infine, che esiste anche un massimale di reddito oltre il quale i contributi non sono più dovuti. Per l’anno 2024, tale massimale è fissato in 91.680,00 euro per gli iscritti alle Gestioni INPS artigiani e commercianti con decorrenza anteriore al 1° gennaio 1996. Per gli iscritti con decorrenza successiva al 1° gennaio 1996, il massimale di reditto aumenta a 119.650,00 euro.

Esistono delle riduzioni collegate alla Gestione artigiani e commercianti?

Se sei un pensionato INPS con più di 65 anni di età e ancora eserciti un’attività artigiana o commerciale, ti interesserà sapere che, anche per il 2024, è confermata la riduzione del 50% dei contributi da te dovuti. Tale riduzione ti spetta semplicemente rispettando i requisiti che ti ho appena elencato.
Maggiore attenzione va invece prestata alla riduzione del 35% dei contributi spettante agli artigiani e ai commercianti che aderiscono al regime forfettario. Tale riduzione è facoltativa ed è subordinata alla presentazione di una richiesta da presentare all’INPS secondo tempistiche precise:

  • se la tua attività è già avviata e intendi beneficiare della riduzione, devi presentare la relativa richiesta entro il termine perentorio del 28 febbraio; la richiesta viene fatta una volta sola e dura finché continui a rispettare i requisiti per aderire al regime forfettario oppure fino a una tua espressa rinuncia;
  • se invece devi ancora avviare la tua attività in regime forfettario e vuoi beneficiare fin da subito della riduzione contributiva prevista, devi presentare la richiesta tempestivamente, al fine di consentire all’INPS di predisporre la relativa tariffazione annuale.

Quando si pagano i contributi della Gestione artigiani e commercianti?

Le tempistiche di pagamento dei contributi della Gestione INPS artigiani e commercianti variano a seconda che stiamo parlando dei contributi sul minimale o dei contributi eccedenti il minimale:

  • nel caso dei contributi calcolati sul minimale, questi si pagano in quattro rate trimestrali di pari importo da versare, per l’anno 2024, entro il 16 maggio 2024, il 20 agosto 2024, il 18 novembre 2024 (la scadenza originale del 16 novembre cade di sabato) e il 17 febbraio 2025 (la scadenza originale del 16 febbraio cade di domenica). Puoi recuperare in autonomia i modelli F24 per versare questi contributi fissi collegandoti al sito INPS ed entrando nel tuo Cassetto previdenziale artigiani e commercianti personale;
  • nel caso dei contributi eccedenti il minimale, le scadenze sono le medesime di quelle previste per il pagamento delle imposte sui redditi. Nello specifico (con riferimento al calendario del 2024), entro il 1 luglio 2024 (in quanto la scadenza originale del 30 giugno cade di domenica) dovranno essere calcolati e versati i contributi a saldo del 2023 e il primo acconto del 2024 mentre, al 2 dicembre 2024 (in quanto la scadenza originale del 30 novembre cade di sabato), dovrà essere calcolato e versato il secondo acconto del 2024. Ti preciso che, come per le imposte sui redditi, per i contributi previsti a saldo del 2023 e come primo acconto 2024, è possibile optare per la rateizzazione.

Quali vantaggi ottengo dal versamento di questi contributi?

Come ti ho detto nell’introduzione di questo articolo, il versamento dei contributi alimenta la tua pensione futura e ti dà diritto ad ottenere l’indennità di maternità.
Inoltre, come ti ho spiegato nell’articolo dedicato alle spese deducibili che ho pubblicato qualche giorno fa, il versamento dei contributi della Gestione INPS artigiani e commercianti ti da diritto a una deduzione dal reddito imponibile su cui calcoli le tue imposte. La deducibilità opera secondo il principio di cassa, nel senso che sono deducibili esclusivamente i contributi versati nell’anno d’imposta oggetto di dichiarazione dei redditi.
Tale deduzione spetta anche ai contribuenti operanti in regime fiscale forfettario, secondo le modalità che sto per spiegarti.
Tali contribuenti, come vuole la regola generale, calcolano il loro imponibile fiscale applicando un coefficiente di redditività variabile in base alla loro attività svolta (identificata dal proprio codice ATECO). Ciò comporta l’impossibilità, per questi contribuenti, di dedurre in modo analitico le spese sostenute per l’esercizio della propria attività artigiana o commerciale.
Fanno eccezione a questa regola generale i contributi previdenziali: i contribuenti operanti in regime forfettario, dopo aver applicato al proprio reddito il coefficiente di redditività previsto in base al proprio codice ATECO, possono, in aggiunta, dedurre in via analitica i contributi versati nell’anno d’imposta alla propria gestione previdenziale di riferimento, compresi appunto i contributi versati alla Gestione INPS artigiani e commercianti.

E con quest’ultima informazione, siamo arrivati alla fine di questo articolo.
Per avere supporto al momento dell’avvio della tua attività per sapere a quale di queste due gestioni previdenziali dell’INPS devi appoggiarti per finanziare la tua pensione futura, per aiutarti a recuperare in autonomia gli F24 per pagare i contributi fissi sul minimale di reddito o, più in generale, per avere maggiori informazioni in merito, chiamaci al numero 051/225677, mandaci un WhatsApp al 347/8498704 oppure scrivici all’indirizzo m.balduzzi@balduzzi-franco.it