Bonus edilizi 2024 – le detrazioni in vigore

Anche per l’anno d’imposta 2024, sono previsti dei bonus edilizi consistenti in detrazioni per le spese sostenute per gli interventi volti a ristrutturare la propria casa o a renderla più efficiente dal punto di vista energetico. L’elenco prevede:

  • Bonus ristrutturazioni;
  • Ecobonus;
  • Sismabonus;
  • Bonus verde;
  • Bonus barriere architettoniche;
  • Bonus mobili;
  • Superbonus 70%.

Nei prossimi paragrafi ti spiegherò, per sommi capi, in cosa consistono i vari bonus edilizi attualmente vigenti per il 2024, a chi spettano e per quali immobili e interventi, lasciandoti alla fine di ogni paragrafo un link alla relativa guida gratuita messa a disposizione dell’Agenzia delle Entrate. L’invito finale però è sempre quello: per ogni chiarimento, chiedi al tuo commercialista.

Che cos’è il bonus ristrutturazioni 2024?

Tra i bonus edilizi in vigore anche per il 2024, quello più noto e quello più richiesto è il bonus ristrutturazioni, disciplinato dall’articolo 16-bis del TUIR.
Se hai sostenuto nel 2024 spese per ristrutturazione edilizia su edifici residenziali o su parti comuni di edifici residenziali, ti verrà riconosciuto un bonus edilizio consistente in una detrazione dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF). La detrazione può essere richiesta per le spese sostenute nell’anno, secondo il principio di cassa (ad esempio, le spese che hai sostenuto nel 2024 saranno portate in detrazione nella tua dichiarazione dei redditi 2025 relativa all’anno d’imposta 2024). Se alle spese hanno partecipato più soggetti aventi diritto, le relative detrazioni dovranno essere ripartite tra tutti i partecipanti.

Quali sono i soggetti beneficiari del bonus ristrutturazioni?

A proposito di soggetti aventi diritto, questo bonus spetta esclusivamente alle persone fisiche assoggettate all’IRPEF, residenti o meno nel territorio dello Stato, che sostengono le spese di ristrutturazione. Tra i possibili beneficiari, cito:

  • i proprietari degli immobili oggetto dell’intervento;
  • i titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili (usufruttuari, titolari di diritto d’abitazione o d’uso);
  • gli inquilini;
  • il familiare convivente con il possessore o il detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (ovvero il coniuge, il componente dell’unione civile, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado);
  • il convivente more uxorio (per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016).

Sono esclusi da questo bonus i titolari di reddito d’impresa e le persone giuridiche assoggettate all’imposta sul reddito delle Società (IRES).

In cosa consiste effettivamente il bonus ristrutturazioni?

Per le spese che sosterrai fino al 31 dicembre 2024, potrai godere di una detrazione dall’IRPEF pari al 50%, con un limite massimo di 96.000,00 euro per ciascuna unità immobiliare. Dovrai ripartire la detrazione spettante in dieci quote annuali di pari importo.
A partire dal 2025, salvo proroghe, questo bonus tornerà alle misure originarie previste dal TUIR, ovvero una detrazione del 36% da ripartire in dieci anni e per un tetto massimo di spesa di 48.000,00 euro.

Ma se volessi saperne di più?

In questo caso, ti viene incontro l’Agenzia delle Entrate stessa, la quale ha messo a disposizione gratuitamente la Guida alle ristrutturazioni edilizie, nella quale sono contenuti ulteriori dettagli relativi al bonus ristrutturazioni, compresi anche tutti gli adempimenti che devi seguire per fruire della detrazione spettante. Se poi quello che leggi non ti è chiaro, hai comunque la possibilità di rivolgerti al tuo commercialista di fiducia.

Che cos’è l’Ecobonus 2024

Il secondo bonus di cui ti voglio parlare è l’Ecobonus 2024, disciplinato dall’articolo 14 del decreto legge 63/2013 e uscito alla ribalta negli ultimi anni anche grazie all’introduzione del Superbonus 110% (a cui si lega anche il Sismabonus di cui ti parlerò più tardi).
L’Ecobonus è quel bonus edilizio che spetta a tutti coloro che sostengono spese volte a migliorare il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti.
Se rientri tra i soggetti beneficiari di questo bonus, potrai detrarre una parte delle spese sostenute per i lavori dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) o dall’imposta sul reddito delle Società (IRES).
Esatto, hai letto bene: l’Ecobonus, al contrario del bonus ristrutturazioni, è rivolto anche ai titolari di reddito d’impresa (in forma individuale o di Società di capitali), i quali possono fruire della detrazione anche con riferimento ai propri fabbricati strumentali (ad esempio, capannoni o uffici), ma solo se utilizzati nell’esercizio della propria attività imprenditoriale. Non sono agevolabili, al contrario, le spese sostenute su immobili merce (ovvero gli immobili costruiti e venduti dalle imprese di costruzione, ristrutturazione e vendita).

Quali sono i soggetti beneficiari dell’Ecobonus?

La risposta qui è abbastanza semplice: se rientri tra i soggetti che possono fruire del bonus ristrutturazioni, rientri anche tra coloro che possono fruire dell’Ecobonus. La platea è praticamente la medesima, con l’aggiunta dei già citati titolari del reddito d’impresa (alle condizioni spiegate sopra).

In cosa consiste effettivamente l’Ecobonus?

La detrazione che ti spetta può variare dal 50% al 85% della spesa in base alle caratteristiche dell’intervento che hai eseguito. Ogni tipo di intervento ha anche un limite massimo di detrazione a cui dovrai prestare attenzione (ad esempio, gli interventi che ricadono nella categoria delle spese di riqualificazione energetica hanno un limite massimo di detrazione pari a 100.000,00 euro).
Tieni presente che potrai portare in detrazione sia i costi per i lavori relativi all’intervento di risparmio energetico vero e proprio, sia quelli per le prestazioni professionali necessarie per realizzare l’intervento stesso e acquisire la certificazione energetica richiesta.
Per accedere all’Ecobonus, dovrai stare attento anche a tutti gli adempimenti burocratici necessari (in primis, la comunicazione all’ENEA). L’elenco completo lo puoi trovare nella Guida alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico dell’Agenzia delle Entrate, che potrai consultare con il supporto del tuo commercialista di fiducia.

Che cos’è il Sismabonus 2024?

Il terzo tra i bonus edilizi di cui ti parlerò è il Sismabonus 2024. Quest’agevolazione consiste nella possibilità, per chi ne ha diritto, di poter beneficiare di una detrazione d’imposta per le spese sostenute per l’adozione di misure antisismiche sui propri immobili.
Dal punto di vista normativo, stiamo parlando di particolari tipologie di spesa, rientranti di regola tra quelle di ristrutturazione edilizia, per le quali sono state previste detrazioni più elevate rispetto alla detrazione classica del 50%.

Quali sono i soggetti beneficiari e gli immobili oggetto del Sismabonus?

Come per l’Ecobonus, puoi fruire del Sismabonus sia che tu sia assoggettato all’IRPEF, sia che tu abbia una Società di capitali assoggettata all’IRES che ha sostenuto spese per l’adozione di misure antisismiche per i propri immobili (in questo caso, sarà la tua Società a fruire delle detrazioni d’imposta).
Gli immobili devono essere di tipo abitativo o strumentali per l’esercizio della tua attività produttiva; devono, inoltre, essere situati in zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2) o in zone sismiche a minor rischio (zona 3), così come individuate dall’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003.

In cosa consiste effettivamente il Sismabonus?

Se, a partire dal 1° gennaio 2017 e fino al 31 dicembre 2024, hai sostenuto spese rientranti in questo bonus edilizio, la detrazione che ti spetta è, generalmente, quella classica del 50% con il limite massimo di spesa di 96.000,00 euro per unità immobiliare. La differenza con il bonus ristrutturazioni classico sta nella ripartizione della detrazione: il Sismabonus, infatti, prevede una ripartizione della detrazione in cinque anni. Per questo motivo, a parità di tipologie di spesa, si preferisce fruire del bonus ristrutturazioni che consente la ripartizione in dieci anni.
Ma le agevolazioni del Sismabonus non finiscono qui: se hai realizzato interventi che hanno determinato una riduzione del rischio sismico di una o due classi classi, la percentuale di detrazione sale al 70% (nel primo caso) e all’80% (nel secondo caso). Dovrai però assicurarti che il tecnico che ha seguito i tuoi lavori abbia correttamente certificato l’effettiva riduzione del rischio sismico derivanti dagli interventi che hai eseguito.
Se gli interventi che hanno determinato la riduzione del rischio sismico sono stati effettuati mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, puoi fruire di una detrazione maggiore (75% o 85%) se hai acquistato un immobile all’interno dell’edificio ricostruito, a condizione che quest’ultimo sia situato in uno dei Comuni che si trovano in zone classificate a “rischio sismico 1”. Ma fai attenzione: salvo proroghe, anche questa misura sarà destinata a cessare al 31 dicembre 2024.
Ti dirò di più: se gli interventi sono stati realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali, le detrazioni spettanti possono salire ulteriormente, variando dall’80% all’85%.
Stai attento agli adempimenti burocratici necessari per accedere al Sismabonus 2024. L’Agenzia delle Entrate ha fornito, anche in questo caso, la Guida Sismabonus che ti invito a consultare e che potrai approfondire, come sempre, con l’aiuto del tuo commercialista.

Che cos’è il bonus verde 2024?

Il bonus verde è un particolare tipo di agevolazione edilizia, confermato anche per il 2024, consistente in una detrazione dall’IRPEF del 36% relativa ad interventi di:

  • sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
  • realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

L’importo della detrazione che ti spetta va ripartito in dieci anni e va commisurato su un limite massimo di spesa di 5.000,00 euro per unità immobiliare abitativa.
Quanto ai soggetti beneficiari di questo bonus, devi essere il possessore o il detentore, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile oggetto degli interventi. Il bonus è esteso anche ai tuoi familiari conviventi (come per gli altri bonus finora spiegati), purché siano intestatari delle fatture e dei bonifici.
Il bonus verde spetta anche per interventi su parti comuni esterne degli edifici condominiali, con un limite massimo di spesa pari a 5.000,00 euro per unità abitativa: in questo caso, se fai parte di un condominio, la detrazione ti spetta nel limite della quota a te imputabile, a condizione che la stessa sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della tua dichiarazione dei redditi.
Assicurati che i pagamenti siano effettuati con un mezzo tracciabile, come un bonifico bancario.

Che cos’è il bonus barriere architettoniche 2024?

Un altro bonus di cui puoi fruire per interventi edilizi svolti nel 2024 è il bonus barriere architettoniche.
Questa agevolazione, valida per spese sostenute dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2025, ti consente di portare in detrazione dall’IRPEF una quota delle spese sostenute per l’eliminazione delle barriere architettoniche pari al 75%. La detrazione spettante va ripartita in cinque anni.
Tieni presente che ci sono tre limiti di spesa da rispettare:

  • 50.000,00 euro per gli edifici unifamiliari e per le unità immobiliari funzionalmente indipendenti situate all’interno di edifici plurifamiliari;
  • 40.000,00 euro, moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, per gli edifici composti da due a otto unità immobiliari;
  • 30.000,00 euro, moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari.

Le tipologie di spese che puoi detrarre sono molteplici: ad esempio, puoi detrarre le spese sostenute:

  • per l’installazione di ascensori, di montacarichi e di elevatori esterni all’abitazione;
  • per la sostituzione di gradini con rampe;
  • per la realizzazione di strumenti che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo tecnologico, favoriscono la mobilità interna ed esterna delle persone portatrici di handicap grave.

L’elenco preciso è dettato dal decreto del Ministro dei lavori pubblici n° 236 del 14 giugno 1989. Se ti serve una mano per decifrarlo, puoi chiedere aiuto al tuo commercialista.

Che cos’è il bonus mobili 2024?

Tra i bonus edilizi ancora in vigore per il 2024, c’è anche il bonus mobili.
Se hai sostenuto spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, hai diritto a una detrazione dalla tua IRPEF pari al 50% della spesa sostenuta, da ripartire in dieci anni. Tale spesa, con un limite massimo di 5.000,00 euro annui, può comprendere anche le spese di trasporto e montaggio. 
Assicurati di pagare la spesa con un bonifico o con una carta di debito o credito, in quanto sono gli unici mezzi di pagamento consentiti per fruire del bonus mobili.
Tieni altresì presente che la fruizione del bonus mobili è legata a stretto giro a quella del bonus ristrutturazioni: i mobili e gli elettrodomestici da te acquistati, infatti, devono arredare un immobile oggetto di ristrutturazione edilizia. L’intervento di ristrutturazione edilizia deve essere iniziato a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei tuoi mobili e dei tuoi elettrodomestici.
Altra condizione da rispettare è che i mobili e gli elettrodomestici che hai acquistati siano nuovi e:

  • di classe non inferiore alla classe A per i forni;
  • di classe non inferiore alla E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie;
  • di classe non inferiore alla F per i frigoriferi e i congelatori.

Per ulteriori informazioni, puoi consultare la Guida al bonus mobili ed elettrodomestici dell’Agenzia delle Entrate e, ovviamente, il tuo commercialista di fiducia.

Che cos’è il Superbonus 2024?

L’ultimo dei bonus edilizi di cui ti voglio parlare è il Superbonus 2024.
Salito alla ribalta durante la pandemia da COVID-19, questo bonus non è altro che una maggiorazione delle detrazioni spettanti per alcuni interventi volti all’efficientamento energetico, alla riduzione del rischio sismico e all’eliminazione delle barriere architettoniche. Questa misura agevolativa ha subìto diverse modifiche nel corso degli ultimi anni: la detrazione originariamente prevista del 110% è stata modificata nel 2023, attestandosi al 90% (mantenendo il 110% solo per pochissime fattispecie di spesa). Per il 2024, potrai godere di una detrazione da Superbonus del 70% delle spese sostenute. Per il 2025, invece, tale detrazione sarà del 65%.
Possono beneficiare del Superbonus:

  • i condomìni;
  • le persone fisiche proprietarie di edifici composti da 2 a 4 unità immobiliari;
  • le ONLUS;
  • le organizzazioni di volontariato;
  • le associazioni di promozione sociale.

Senza scendere troppo nel dettaglio e cercando di semplificare al massimo (dato che l’argomento è molto complesso), ti spetta l’agevolazione da Superbonus per i cosiddetti interventi principali o “trainanti” (ad esempio, interventi di isolamento termico, di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale e antisismici) a cui puoi abbinare uno o più interventi aggiuntivi o “trainati” (ad esempio, interventi di efficientamento energetico, di eliminazione di barriere architettoniche, di installazione di pannelli solari e sistemi di accumulo e di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici).
Ti lascio due link a disposizione: la Guida al Superbonus dell’Agenzia delle Entrate e una circolare esplicativa che elenca le principali novità intervenute nel corso degli ultimi anni.

I bonus edilizi che ti ho elencato in questo articolo per il 2024 sono parecchi e richiedono molta attenzione. Per questo, se hai bisogno di consultare un commercialista per sapere come muoverti senza sbagliare e senza incorrere nei fastidiosi controlli dell’Agenzia delle Entrate, chiamaci al numero 051/225677, mandaci un WhatsApp al 347/8498704 oppure scrivici all’indirizzo m.balduzzi@balduzzi-franco.it